Macerata e Kampala legate da un rapporto di amicizia


Venerdì 13 dicembre Samuele Rizzo, programme manager dell'Avsi, organizzazione non governativa che opera in 40 paesi del mondo a sostegno dei più poveri, ha incontrato gli studenti delle classi 2E e 3E ai quali ha raccontato con immagini e filmati le condizioni della baraccopoli delle periferie di Kampala, capitale dell'Uganda. Qui, senza elettricità, acqua corrente e servizi igienici, vivono famiglie numerose con una media di sei bambini a testa, che affrontano quotidianamente il rischio di essere abusati e maltrattati.

In questa situazione di degrado i volontari dell'Avsi hanno costruito una scuola, una cattedrale nel deserto di fango e sporcizia e l'hanno intestata a Luigi Giussani, un luogo dove i bambini e i ragazzi si sentono a casa. Abbiamo scritto 'i volontari dell'Avsi' ma le vere fautrici del progetto sono 2500 donne della baraccopoli, professione spaccapietre. Lavorando nella cava strenuamente, creando collane artigianali vendute in tutto il mondo, chiedendo l'elemosina sono riuscite  a raggiungere la incredibile cifra di 450000 euro che ha permesso di costruire la  scuola per tutti i bambini della baraccopoli. Cosa ha dato a queste donne l'energia per compiere un'impresa così eccezionale? Sono donne fuggite dal Nord Uganda durante la guerra, hanno subìto abusi e atrocità e non avevano più voglia di vivere  e di curarsi finché l'abbraccio dell' infermiera Rose Businge  le ha risvegliate alla vita. Tutto è nato dalle parole dette a una di loro che si era lasciata andare: "Tu vali di più della tua malattia". Da qui la svolta, e la rinascita ha contagiato a mano a mano quasi 2500 donne.

Gli studenti della terza E hanno in adozione sin dallo scorso anno una bambina della baraccopoli, Hanifa, e oggi hanno consegnato a Samuele Rizzo un regalo da darle al suo ritorno in Uganda fra qualche giorno.

Macerata e Kampala legate da un rapporto di amicizia 2
Macerata e Kampala legate da un rapporto di amicizia 1