Silvano Iommi, Dall’Acropoli Picena al Palazzo degli Studi del Bazzani

Lunedì 8 novembre 2021, Liceo Scientifico Galileo Galilei, Macerata

-Silvano Iommi, noto e stimato architetto marchigiano, Assessore all’Urbanistica del Comune di Macerata, incontra la classe 5°D del Liceo Scientifico Galileo Galilei, durante la lezione di storia dell’arte (prof.ssa Isabella Crucianelli)-

È stato un interessante, esauriente e stimolante excursus storico dal titolo “Dall’Acropoli Picena al Palazzo degli Studi del Bazzani” l’argomento della lectio presieduta da Silvano Iommi, illustre ed esimia personalità maceratese, che lunedì 8 novembre, nella sede succursale del Galileo Galilei, ha coinvolto gli studenti del 5°D con la professoressa di Storia dell’Arte Isabella Crucianelli. Presente anche il Dirigente scolastico prof.ssa Roberta Ciampechini.

Epicentro dell’esposizione del professor Iommi è il paesaggio, quale commistione complessa di elementi caratteristici di una zona, tutelato dalla Repubblica Italiana secondo quanto affermato nell’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica […] tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

“Comprendere il paesaggio, significa comprendere la storia”: esordisce così l’Assessore, sostenendo la tesi secondo cui l’Acropoli Picena e il Palazzo del Bazzani, corrispondono allo stesso sito nel centro storico maceratese, quale luogo più alto delle colline che ci circondano, secondo un punto di vista prettamente geografico e morfologico.

La lezione si è articolata in una relazione chiara e sintetica, ma estremamente efficace e proficua riguardo lo sviluppo storico del territorio maceratese: a partire dalla popolazione italica-preromana dei Piceni, all’insediamento romano nei pressi di “Ricina”, l’attuale Helvia Recina, per proseguire con il periodo alto-medievale (VIII sec d.C. ca), quando Macerata, in seguito al fenomeno dell’incastellamento, si vede divisa nel dominio del Principe di Fermo (Poggio San Giuliano) e del Ducato di Camerino (Castrum Maceratae), uniti nel 1138 ca; concludendo, infine, dopo la demolizione della maestosa Chiesa di San Francesco e del convento quadriportico, con la costruzione del Palazzo degli Studi in Piazza Cesare Battisti, quale macro-struttura polifunzionale (Cinema Italia, negozi, diurno), elemento valoriale dell’urbanistica della città nei primi anni del 1900.

Per terminare il discorso sulla mutevolezza del paesaggio, inteso come teatro di eventi storico-culturali, in cui l’umanità ha lasciato l’impronta del suo fuggevole passaggio in ogni periodo, il professore, riprendendo l’articolo della Costituzione sopracitato, ha affrontato il tema della bellezza. Quest’ultima deve essere tutelata, custodita, salvaguardata, nonostante non sia qualcosa di materico, quindi difficile da governare e da rendere funzionale, a differenza delle civiltà antiche in cui “fare bene”, presupponeva produrre il bello. “L’Italia è come una mensola, incastonata tra le Alpi, adagiata sul mare, con sopra esposto ciò che oggi viene stimato come l’80% del patrimonio artistico del pianeta”. La lezione è stata conclusa con un’altra massima di Iommi: “L’arte, per l’Italia, è come il petrolio”.

Pubblichiamo anche il link dell'articolo a cronache Maceratesi: www.cronachemaceratesi.it/junior