Visita alla Sala dell’Eneide

Visita alla Sala dell’Eneide, nel complesso museale di Palazzo Buonaccorsi

Una visita alla Galleria dell’Eneide, nell’ala di rappresentanza di Palazzo Buonaccorsi a Macerata, ha completato il percorso svolto dalla classe I A intorno ai miti classici, all’epica omerica e   virgiliana.
La sala è un capolavoro dell’arte barocca. Ai primi del Settecento Raimondo Buonaccorsi, in occasione delle nozze con Francesca Bussi, coinvolse i pittori più celebri del momento In Italia, che raccontarono il viaggio e le imprese di Enea in dodici tele che si snodano lungo le pareti e celebrano un’origine gloriosa della famiglia Buonaccorsi.
Il pittore romano Michelangelo Ricciolini, insieme al figlio Nicolò, realizzò il dinamico affresco della volta, con le nozze di Bacco e Arianna, alla presenza della corte degli dei, in mezzo alle nubi.
La scena si sposta quindi nell’Olimpo, dove il matrimonio tra la figlia di Minosse e il dio del vino, figlio di Zeus, danno ancora lustro alla casata dei committenti. Al centro della rappresentazione si stagliano Giove, con l’aquila posata accanto, Giunone , gioiosa col  tamburello e il pavone, e Minerva, con lo scudo. 
Poco più in là, la bellissima Venere, accompagnata da due colombe, guarda i giovani sposi felici che si tengono per mano.
 Mercurio vola leggero col caduceo, Flora sparge fiori, le Grazie volteggiano e consegnano la corona di stelle alla sposa da parte di Zeus, mentre giunge Imeneo portando la fiaccola del matrimonio; Apollo e Diana fanno da corteo. Intanto la  Fama diffonde la lieta notizia con due trombe.
Tutto intorno si svolge una grande festa, a cui sembra di partecipare:   divinità leggiadre, satiri e menadi sfrenati danzano e si divertono, sotto lo sguardo  di Plutone, Saturno, Ercole, Marte, Nettuno, Vulcano,nella posa degli invitati di riguardo. Il carro di Bacco corre veloce, trainato da fiere dal mantello maculato.
  I ragazzi e le ragazze hanno ammirato  i quadri ispirati   ai passi dell’Eneide e si sono mostrati curiosi e abili    nel ritrovare particolari e  simboli  mitologici letti nei libri . La visita,  in una delle dimore storiche più rappresentative della città,  si è conclusa con un momento giocoso, alla ricerca  dei segni dello  zodiaco , nascosti tra i paesaggi campestri nei portelloni rococò delle finestre, e con la foto di rito, sotto le statue di Ercole.

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